Quando si parla di incidenti stradali, spesso l’attenzione si concentra sui conducenti dei veicoli coinvolti. In realtà, anche i passeggeri – definiti giuridicamente “terzi trasportati” – hanno diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, indipendentemente da chi abbia causato il sinistro.
Questa tutela riguarda non solo chi viaggia in automobile, ma anche i passeggeri di autobus, tram, taxi, navette e mezzi pubblici in generale.
Cadere su un pavimento bagnato, a causa di buche e marciapiedi sconnessi, inciampare su una scala difettosa o essere colpiti da un oggetto caduto da uno scaffale sono eventi più frequenti di quanto si pensi. In molti casi, queste situazioni danno diritto a un risarcimento del danno, grazie a una specifica forma di tutela prevista dalla legge: la responsabilità da cose in custodia.
Gli incidenti che coinvolgono pedoni rappresentano una delle categorie più delicate in ambito di infortunistica stradale. Il pedone, infatti, è considerato l’utente più vulnerabile della strada e, proprio per questo, la legge tende a garantirgli una tutela particolarmente ampia. Ma quando un pedone investito ha diritto al risarcimento dei danni? E cosa succede se attraversa fuori dalle strisce?
Negli ultimi mesi il tema delle nuove Tabelle Uniche Nazionali per il risarcimento del danno è diventato centrale per chi ha subito un incidente e cerca un servizio di infortunistica a Bologna in grado di ottenere il massimo risarcimento. A chiarire definitivamente la loro applicazione è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8630/2026, destinata ad avere un impatto concreto su tutte le richieste di risarcimento.