Subire un incidente stradale, un infortunio sul lavoro o un evento dannoso rappresenta un momento complesso non solo sotto il profilo fisico ed emotivo, ma anche dal punto di vista burocratico e giuridico. Il percorso che conduce alla liquidazione del risarcimento è infatti articolato e richiede attenzione fin dalle prime fasi, poiché comportamenti apparentemente marginali possono incidere in modo significativo sull’esito della pratica e sulla quantificazione del danno.
Uno degli errori più frequenti consiste nella sottovalutazione della fase iniziale successiva al sinistro.
La mancata raccolta di prove, documentazione fotografica, testimonianze o verbali può rendere più difficile ricostruire la dinamica dell’evento e, di conseguenza, incidere sulla responsabilità e sull’entità del risarcimento.
La fase immediatamente successiva al fatto assume quindi un valore determinante nella tutela del danneggiato.
Un ulteriore profilo critico riguarda la gestione sanitaria dell’infortunio.
La discontinuità nelle cure, l’assenza di adeguata documentazione medica o la rinuncia a valutazioni specialistiche possono comportare una sottostima del danno biologico e delle conseguenze permanenti. In tale contesto, la consulenza medico-legale riveste un ruolo centrale nella corretta valutazione delle invalidità, nella personalizzazione del danno e nella produzione di una documentazione coerente e completa.
Non meno rilevante è l’accettazione frettolosa di offerte risarcitorie formulate in sede assicurativa.
Spesso il danneggiato, desideroso di definire rapidamente la vicenda, accetta proposte economiche senza una preventiva verifica tecnica, con il rischio di rinunciare a ulteriori componenti di danno non adeguatamente considerate. La valutazione della congruità dell’offerta richiede invece competenze specifiche in ambito infortunistico, medico-legale e giuridico, al fine di verificare che tutte le voci risarcitorie siano state correttamente valorizzate.
Un errore frequente consiste anche nella mancata considerazione delle componenti accessorie del danno. Oltre al danno biologico, l’ordinamento riconosce infatti ulteriori profili risarcitori, tra cui il danno morale, esistenziale, patrimoniale e le ripercussioni sulla capacità lavorativa. La mancata valorizzazione di tali aspetti può determinare una liquidazione parziale e non adeguata rispetto alle effettive conseguenze subite dal danneggiato.
Infine, la gestione frammentata della pratica risarcitoria rappresenta una criticità diffusa. L’assenza di coordinamento tra consulenza infortunistica, valutazione medico-legale e tutela legale può generare incongruenze, ritardi e difficoltà nella trattativa con la compagnia assicurativa, con possibili ripercussioni sull’esito della liquidazione.
Un approccio integrato consente invece di affrontare la pratica in modo organico, garantendo coerenza nella documentazione, corretta quantificazione del danno e adeguata tutela nelle eventuali fasi contenziose.
Quali competenze sono necessarie per la gestione della pratica di Risarcimento del Danno?
La corretta gestione del risarcimento richiede dunque competenze multidisciplinari e una visione complessiva del danno, che tenga conto sia degli aspetti sanitari sia di quelli giuridici e assicurativi.
Un percorso strutturato e coordinato consente di ridurre il rischio di sottostima del danno e di tutelare in modo più efficace il danneggiato durante tutte le fasi della pratica.
In questo contesto, l’attività di Infortunistica Italiana si inserisce nella gestione tecnica del sinistro e nel supporto al danneggiato, avvalendosi della sinergia con l’area medico-legale per la valutazione del danno e con l’area legale per la tutela giuridica e la gestione delle eventuali fasi contenziose. Tale modello integrato consente una gestione completa della pratica e una più accurata valorizzazione delle componenti risarcitorie.