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Archivio News > 17/04/2008 - Assicurazioni indennizzo diretto: aumentano i costi...

Le compagnie di assicurazione scendono in campo, stavolta contro la procedura di risarcimento diretto, prevista e disciplinata dall'art. 149 D. Lgs. n. 209/2005 (articolo pag. 39 Corriere della Sera del 17.4.2008).
E' trascorso poco più di un anno dall'entrata in vigore della più importante novità introdotta dal nuovo Codice delle Assicurazioni Private e l'entusiasmo intorno a quella che da più parti veniva prospettata come la panacea di tutti i mali della RCA sembra già essere scemato.
L'ANIA si affretta a prendere le distanze dalle scelte legislative dell'allora Ministro Bersani, chiedendo con vigore di "rivedere i capitoli concernenti la RC Auto, l'indennizzo diretto e l'abolizione dell'agente monomandatario".
L'associazione di categoria evidenzia, infatti, il lievitare dei costi in tema di polizze assicurative a danno dei consumatori.
La stangata, secondo la presidenza dell'ANIA, si deve proprio alla nuova procedura di risarcimento da attuare in caso di sinistri stradali che coinvolgano due veicoli assicurati per la RCA.
Lascia perplessi questo brusco risveglio dell'ANIA, tenuto conto che il costo dei premi delle polizze assicurative è costantemente cresciuto anche dopo l'entrata in vigore della procedura di indennizzo diretto, ovvero dal 1 Febbraio 2007, dunque in piena controtendenza rispetto agli obiettivi programmatici della riforma.
Il nuovo sistema risarcitorio introdotto con il D. Lgs 209/2005 ha soltanto rafforzato la posizione delle assicurazioni, rallentando i tempi delle liquidazioni e riducendo l'entità delle stesse.
Le paventate riforme invocate dall'ANIA si specchiano nella difficile battaglia che l'ADUAS, a partire dal 2005, ha portato avanti, condividendo con i cittadini e con gli esperti del settore una corretta informazione sulle conseguenze pratiche dell'indennizzo diretto.
Nel dicembre 2005 l'ADUAS depositava una memoria presso il Consiglio di Stato evidenziando l'incostituzionalità degli articoli 149, 150 del Codice delle Assicurazioni nonché del relativo decreto di attuazione per violazione degli articoli 3, 4, 24 e 76 della Costituzione, come ampiamente illustrato nello scritto consultabile sul sito www.aduas.net.
La successiva battaglia è stata combattuta sul terreno legislativo con la presentazione di un progetto di legge, rubricato quale atto parlamentare n. 1835 Camera dei Deputati.
La proposta prevedeva la modifica dell'articolo 149 del codice delle assicurazioni, con la possibilità e non l'obbligo per il danneggiato di poter proporre la richiesta di risarcimento direttamente all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato, salva la regolazione dei rapporti con l'assicurazione del responsabile civile.
La modifica avrebbe reso facoltativa la procedura di risarcimento diretto, in tal modo offrendo al cittadino un sistema risarcitorio costituzionalmente legittimo ed un'effettiva tutela.
La protesta dell'ANIA rimane, ad onor del vero, una voce fuori dal coro, se come sembra le associazioni dei consumatori continuano la loro crociata in favore dell'indennizzo diretto.
Codacons, Adusbef e Federconsumatori già in passato hanno ignorato le perplessità dell'Antitrust sull'efficacia dell'indennizzo diretto ed oggi restano fermi sulle loro a quanto pare indifendibili posizioni.
Ci si chiede dove sia il vantaggio per il consumatore, che in assenza di adeguato contraddittorio dovrà da solo valutare la congruità del risarcimento eventualmente propostogli (quando accade).
Le associazioni a tutela dei consumatori dimenticano che, nella gestione del sinistro subito, i loro protetti si ritrovano privi di difesa in fase stragiudiziale.
La normativa vigente riserva alle compagnie di assicurazioni un doppio inconciliabile ruolo, poiché come già accadeva continuano a stipulare contratti ed a riscuotere i premi.
Ad oggi però le compagnie si vedono riconosciuta una nuova funzione, quella di "guidare", nella fase stragiudiziale, i propri assicurati verso il giusto e congruo risarcimento corrisposto, guarda caso, proprio dalle stesse compagnie assicurative, libere ovviamente di liquidare o meno la pretesa avanzata dal danneggiato.
Eppure la Costituzione garantisce ad ogni cittadino la difesa in ogni stato e grado di giudizio......
Come potrà quindi il piccolo Davide (ovvero il consumatore) competere con Golia (le assicurazioni), privo della sua fionda???? (il diritto alla difesa).
Lo scenario è chiaro, l'unico obiettivo della riforma è quello di ridurre i costi delle compagnie, privando i cittadini del diritto alla difesa e inducendoli a pensare....che sia addirittura un vantaggio!!!!
Ad un anno e più dall'entrata in vigore della citata procedura è stato vanificato l'effetto della patente a punti, il numero dei sinistri si sta duplicando ed il costo dei premi di polizza è in crescita costante.....
Aumentano le voci di quanti oggi si accorgono dei danni che lentamente sta producendo una riforma affrettata ed inadeguata eppure un dubbio rimane, dove erano costoro quando l'ADUAS sollevava legittime perplessità sull'indennizzo diretto????
Ci si può solo augurare che gli organi competenti decidano di rivedere una procedura, quella di indennizzo diretto, fortemente lesiva dei diritti dei cittadini, facendo proprie le perplessità dell'ANIA e accogliendo le lungimiranti istanze di riforma dell'ADUAS.

 

Articolo tratto da http://www.politicamentecorretto.com

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