Archivio News > 14/02/2012 - I carrozzieri contro la nuova norma sui risarcimenti. A rischio la libertà di scelta degli automobilisti e l’attività di 14.000 carrozzerie
Altro che liberalizzazioni! Nel decreto legge CrescItalia c’è una norma che limita la libertà dei cittadini e altera la concorrenza nel mercato delle riparazioni di auto.
Il Decreto, infatti, stabilisce che in caso di incidente automobilistico i cittadini possano scegliere il risarcimento ‘in forma specifica’ (cioè far riparare gratuitamente il veicolo dalle officine di carrozzeria convenzionate con l’assicurazione) oppure optare per il risarcimento ‘per equivalente’ (che consiste nel rimborso del danno dalla propria compagnia di assicurazione per poi far riparare l’auto dal proprio carrozziere di fiducia). Ma, in questo secondo caso, bisognerà rinunciare al 30% del risarcimento dovuto dall’assicurazione.
In pratica gli automobilisti non sarebbero più liberi di farsi riparare l’auto da chi vogliono e non sarebbero più liberi di scegliere di essere risarciti in denaro, perché in entrambi i casi perderebbero il 30% dell’importo del risarcimento. Insomma, in un colpo solo, si penalizzano sia i consumatori sia le tante imprese di carrozzeria indipendenti (14.000 a livello nazionale) e i loro occupati.
Le Associazioni dei Carrozzieri di Confartigianato, Cna e Casartigiani non ci stanno e sollecitano al Parlamento la cancellazione della norma. «Se venisse attuata – sottolinea Giovanni Barzaghi, Presidente di APA Confartigianato di Milano, Monza e Brianza - oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, si metterebbero in ginocchio le tante imprese di carrozzeria indipendenti che non operano in convenzione con le compagnie di assicurazione».
Secondo Confartigianato la norma è incostituzionale perché aggira la sentenza della Corte Costituzionale del 19 giugno 2009 dove viene confermato che il sistema del risarcimento diretto è facoltativo e che non può e non deve essere considerato e/o utilizzato come se fosse “obbligatorio”, quanto piuttosto quale alternativa rispetto al sistema tradizionale (risarcimento corrisposto dalla compagnia del responsabile). A dar ragione alle Associazioni di categoria è intervenuto anche il recente parere della Commissione Giustizia del Senato.
Articolo tratto da www.mbnews.it